Cammino di Santiago

Il Cammino di Santiago è l’itinerario più gettonato di sempre, si dice, infatti che a Santiago e in Galizia, si può arrivare in molti modi, ma la migliore formula è fare il cammino. La bellezza è racchiusa anche nel fatto che chi lo intraprende lo fa per motivi diversi: per una sfida personale, per un modo alternativo di fare turismo, per amore della bellezza, per apprezzare il paesaggio e la natura, per motivi spirituali o culturali in generale.

 

Quindi, il Cammino è legato alla figura del Santo e fu grazie al vescovo Diego Xelmírez che la città diventa un luogo di pellegrinaggio. A lui si deve la costruzione della Cattedrale iniziata nel 1075. Ma oggi come dicevamo, il Cammino di Santiago di Compostela è diventato un percorso simbolico e non solo legato all’aspetto spirituale.

STORIA DI PERENIGRAZIONE

Il Cammino di Santiago de Compostela è una delle vie di peregrinazione più importanti della storia, tanto che la città è considerata la terza città santa per la cristianità dopo Gerusalemme (da cui tutto partì) e Roma. Divenne così importante nel Medioevo, con un massimo splendore tra i sec. XI°-XIII°, che il termine pellegrino (come cita Dante nella Vita Nova) divenne sinonimo del viandante che si dirigeva a Santiago.

 

Affrontare il Cammino di Santiago non è semplice, per questo è necessario prepararsi adeguatamente per affrontarlo. Intanto, il cammino non è una gara: bisogna programmare le tappe in base alle proprie capacità fisiche. Dosa lo sforzo e segui il tuo ritmo.

I SIMBOLI DEL CAMMINO

Il Cammino di Santiago attraversa strade francesi e spagnole che oggi sono Patrimonio dell’umanità Unesco. Si tratta di un percorso di 800 km che solitamente viene fatto in un mese seguendo le ormai emblematiche “frecce gialle” e “conchiglie.”

 

Nonostante la sua sia una storia recente, poiché fu ideata nel 1984 dal sacerdote Elías Valiña, la freccia gialla è oggi uno dei simboli più internazionali del Cammino di Santiago. Accanto a lei, la storica conchiglia di San Giacomo o vieira, che i pellegrini portavano come premio ritornando nelle loro case. Entrambe simboleggiano oggi l’itinerario.